Obesità e intolleranze alimentari

obesità e intolleranze alimentari

Esiste un legame tra obesità e intolleranze alimentari? I pareri dei medici sono contrastanti e per questo, a togliere i dubbi, ci ha pensato la Società Italiana di Diabetologia (SID) che ha smentito senza ombra di dubbio l’esistenza di una correlazione tra l’obesità e le intolleranze e/o le allergie alimentari in modo diretto.

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Questo documento è stato redatto con lo scopo di proteggere chi soffre di sovrappeso, dalle moltissime bufale e diete miracolose che girano in rete (che si basano proprio sul presupposto di una correlazione diretta tra intolleranze alimentari e aumento di peso).
Entrando nello specifico però, bisogna dire che le intolleranze alimentari influiscono sul corretto funzionamento del nostro organismo e che questo può portare (ma non è una conseguenza sicura) anche ad un aumento di peso, anche se non direttamente.
Analizziamo meglio l’argomento.

Il documento della SID

Allergie intolleranze alimentari e terapia nutrizionale dell’obesità e delle malattie metaboliche
Lo scopo del documento (scaricabile per intero da qui), redatto dalla SID e firmato da tutte le più importanti Istituzioni Nazionali di Nutrizione e Dietetica (ADI, AMD, ANDID, SINU, SINUPE, SIO), è quello di fornire una valutazione scientificamente obbiettiva su “diete e test alla moda”, che oggigiorno stanno riscuotendo molto successo mediatico, grazie soprattutto alle testimonianze di personaggi famosi (legati al mondo dello spettacolo o dello sport e non al mondo scientifico!). Il documento fa luce su quali siano i test alimentari considerati validi dalla Comunità Scientifica.
Giorgio Sesti, il presidente della SID afferma che (tratto dal documento ufficiale):

Il presente Position Statement rappresenta la posizione ufficiale delle Società Scientifiche che hanno partecipato alla stesura. In mancanza di studi scientifici o di pubblicazioni rilasciati da organizzazioni ed enti pubblici o regolatori, gli estensori del documento si sono avvalsi del proprio giudizio e della loro esperienza. Esso deve essere considerato comunque una guida ma non può sostituire il parere personalizzato di un medico di fronte al proprio paziente.

Cosa sono le intolleranze alimentari?

Le intolleranze alimentari vengono divise in quattro grandi categorie:

  • Intolleranze chimiche: causate da particolari sostanze presenti negli alimenti o aggiunte artificialmente (per esempio gli additivi).
  • Intolleranze enzimatiche: causate dalla scarsità o totale mancanza di uno specifico enzima che ha il compito di metabolizzare un determinato gruppo di alimenti.
  • Intolleranze autoimmuni: causate da una reazione di rifiuto verso un alimento, tanto forte da riuscire a provocare un’alterazione e, nei casi peggiori, un’infiammazione della mucosa intestinale.
  • Intolleranze da sovraccarico: causate ad uno stile alimentare non regolamentato (per esempio mangiare sempre gli stessi alimenti, rallentando così la digestione e il metabolismo). È la categoria di intolleranze alimentari più comune ma anche la più semplice da trattare.

Cosa succede quando mangiamo cibi ai quali siamo intolleranti?

Uno studio di un team di medici austriaci (pubblicato il 26 giugno 2007, sul Journal of Obesity) ha evidenziato che un’infiammazione a basso grado (tipica delle intolleranze autoimmuni) può portare ad accumulare le calorie sottoforma di grasso invece di trasformarle in energia. Questo è il motivo per il quale molte persone, pur stando attente alle quantità di cibo o praticando sport, continuano ad ingrassare: il loro rapporto col cibo non funziona alla perfezione.
Oltre all’ingrassamento c’è da dire che le intolleranze alimentari possono provocare malattie ben più gravi e fastidiose, come per esempio la steatosi epatica e le malattie cardiovascolari. Per quanto detto è importantissimo seguire regimi alimentari equilibrati e evitare il più possibile i cibi contenenti sostanze alle quali siamo intolleranti o allergici, anche se in maniera leggera.

Conclusioni

Secondo quanto afferma la dott.ssa Giacco, coordinarice e redattrice del documento suddetto, bisogna fare molta attenzione quando si scelgono i professionisti dell’alimentazione (o sedicenti tali) per risovolere i propri problemi di obesità legata alle intolleranze alimentari, specialmente se questi promettono di fare miracoli: la maggior parte delle volte si tratta di metodi senza alcun fondamento scientifico e dannosi per la salute umana.
Il documento cita testualmente:

“In molti casi, la diet-industry ha finalità meramente economiche poiché fa leva sull’esigenza delle persone che vogliono o devono perdere peso e sulla loro insufficiente conoscenza dei prodotti o delle procedure proposte. Per queste ragioni, il mercato dei prodotti “dietetici” che promettono consistenti perdite di peso si è popolato di prodotti di dubbia efficacia e di diete prive di solide basi scientifiche”

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È il caso delle ‘diete alla moda‘ che vengono sempre più spesso pubblicizzate sui media nazionali, usando anche l’immagine di personaggi famosi, in modo da aumentarne la credibilità.
La maggior parte delle volte queste diete non risultano essere efficaci, specialmente nel lungo periodo, non rientrando così a far parte della letteratura scientifica.

* Le informazioni contenute in questo sito web sono a scopo informativo. In nessun caso possono sotituire la diagnosi di uno specialista o la prescrizione del medico. Nel rispetto del Codice di Condotta prescritto dal D.L. 70 del 9/4/2003, le informazioni sono da considerarsi di tipo culturale e informativo.
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