La salvia: proprietà e controindicazioni

Salvia

La salvia (dal latino salvere = salvare) è una pianta aromatica, tipica del mediterraneo, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, la stessa famiglia del timo e della menta.

La specie più conosciuta, molto utilizzata in cucina, è la Salvia officinalis. Cresce a mo di cespuglio con numerose foglie di colore grigio-verde, ricchissime di oli essenziali.

Fiorisce in primavera producendo fiori di colore violetto.

Composizione chimica della salvia

I principi attivi della Salvia officinalis sono:

  • Olio essenziale (con tujone, cineolo, borneolo, linalolo, beta-terpineolo e beta-cariofillene)
  • Salvina e la picrosalvina
  • Acido carnosico
  • Triterpeni come amirina, betulina, acido crategolico ed acido 3-idrossi-ursolico
  • Acidi fenolici (acido caffeico, acido rosmarinico, acido clorogenico ed acido ferulico) che stimolano la cistifellea
  • Flavonoidi (luteolina, salvigenina, genkwanina, cirsimaritina ed ispidulina)

L’olio essenziale di salvia officinalis, a causa della presenza di tujone, può avere effetti neurotossici, l’olio essenziale di salvia sclarea invece non contiene tujone.

Proprietà curative della salvia

La Salvia, grazie ai suoi numerosi principi attivi, presenta tantissime proprietà curative e nello specifico:

  • Amaro-tonica, digestiva e diuretica: grazie alla Salvina e la Picrosalvina, principi amari che agiscono sull’apparato gastro-intestinale; può essere utile anche in caso di perdita dell’appetito;
  • Antisettica: grazie all’azione degli oli essenziali;
  • Antiossidante e antinfiammatoria: grazie all’azione dell’acido carnosico e dei flavonoidi;
  • Estrogenica: grazie all’azione dei Flavonoidi;
  • Antiidrotiche: inibisce la sudorazione di mani e piedi;
  • Antigalattogene: la salvia è un inibitore della secrezione di latte materno;
  • Disturbi gastrointestinali: nella medicina popolare è usanza utilizzare la salvia per curare disturbi gastrointestinali, come flatulenza e diarrea.
    Inoltre viene utilizzata per fare gargarismi come rimedio a laringite, faringite, stomatite e sanguinamento gengivale (lasciare in infusione 2,5g, oppure 3 gocce di olio essenziale di salvia, in 100 ml di acqua);
  • Infiammazioni cutanee: per curare infiammazione e irritazione cutanea basta fare massaggi con 5 g di estratto liquido alcolico di salvia diluito in un bicchiere di acqua;
  • Balsamica: viene usata anche per curare l’apparato respiratorio da tosse e bronchite;
  • Cicatrizzante: si può usare per curare brufoli e piccole abrasioni;
  • Sbiancante: le foglie di salvia, strofinate sui denti, hanno un significativo effetto sbiancante;
  • Cuoio capelluto: la salvia, da utilizzare sottoforma di shampoo, grazie al suo contenuto di beta-sitosterolo, si rivela molto utile per prevenire e contrastare la caduta dei capelli;
  • Emmenagoga: molto utile per lo scopo è l’olio essenziale di Salvia Sclarea;
  • Spasmolitica;
  • Coleretica;
  • Ipoglicemica.

La tisana di salvia

La tisana di salvia è utilissima sia in caso di mal di stomaco, in quanto stimola la produzione di succhi gastrici, migliorando così la digestione, sia per curare disturbi legati alla bocca e all’apparato respiratorio come ascessi e gengiviti, faringiti, grazie alla sua azione balsamica.

Per prepararla basta lasciare in infusione 1 cucchiaino di foglie secche di salvia per circa 10 minuti, Filtrare e aggiungere a piacimento del succo di limone o del miele.

Salvia: controindicazioni

La salvia, se assunta in dosi equilibrate, non presenta alcun tipo di controindicazione.
Sovradosaggi o periodi di assunzione prolungati possono essere la causa di tachicardia, vampate di calore, vertigini e convulsioni.
Si consiglia inoltre di evitarne l’assunzione in caso di epilessia o di ipersensibilità verso i suoi componenti. L’utilizzo della salvia infine è sconsigiato è anche durante la gravidanza e l’all’attamento a causa dei suoi effetti emmenagoghi ed abortivi.

** Le notizie riportate in questa pagina sono informative e non sostituiscono in alcun modo l'opinione degli esperti. I risultati possono variare secondo le particolarità di ciascun organismo.

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